si comprava, lo portavi a casa, ma prima di arrivarci, lo aprivi per leggerci i crediti, per guardarci l'interno.
A volte certe copertine erano vere e proprie opere d'arte.
Comprare un disco in vinile era un pò un rito!
MI ricordo i dischi che ho consumato. "Wired " di Jeff Beck: da poco avevo iniziato a suonare la chitarra, stavo alle scuole medie, comprai quel disco e la decisi che dovevo avere una chitarra elettrica.
Mi ricordo “ Dalla “ di Lucio dalla, lo ascoltai così tanto che avevo imparato anche dov'è che saltava; mi saltava su " Mambo " , " La sera dei miracoli " e " Siamo Dei ". " Come in ultima cena " del Banco del MUtuo Soccorso.
Il doppio live degli " Eagles " con quella copertina a forma di cassa con le borchie negli angoli; e tanti altri.
Quando si comprava un disco lo si portava a casa di amici per ascoltarlo sui vari impianti.
In quel periodo c'era il culto della " Torre ", questi impianti stereo assemblati con il mito del suono.
Ascoltare la musica non molto tempo fa aveva una sua dignità.
Oggi chi ha dai quindici ai vent’anni, invece, si è gia ritrovato ad ascoltare la musica che esce da due cassettine di plastica poste a fianco di un monitor del pc e in formato mp3; si è già ritrovato, “ coltivato “, a credere che un musicista eccezionale lo è perchè MTV ne passa il videoclip cinque volte al giorno; si è già ritrovato a pensare che la musica non si compra, ma si scarica.
Per molti scaricare musica è un segno di civiltà perché la musica è di tutti, perché è un patrimonio che deve essere a disposizione di tutti e quindi è giusto che sia in rete.
Mi chiedo se è solo per un fatto di praticità che la stessa cosa non succede per i libri;
solo perché è scomodo leggere un libro da un computer?
costoso stamparsi un libro intero con una stampante?
O solo perché un libro è ancora una cosa così intima e ricercata a cui non possono accedere tutti dal punto di vista intellettuale?
Forse è più giusto dire che la musica è cambiata, e aldilà delle giustificazioni varie, c’è da appurare che la musica più ricercata, più lavorata, più interessante, ha sempre meno possibilità di avere un ruolo nella distribuzione di oggi.
Negli anni ’70 ‘ c’era spazio per Gianni Bella, Umberto Tozzi, ma in Italia potevi ascoltare e reperire facilmente e sapere e conoscere anche la PFM, Il Banco del Mutuo Soccorso, Area, etc.
Oggi nell’immaginario collettivo i cantautori più autorevoli sono quelli che scrivono:
“ sei già dentro l'happy hour
vivere costa la metà
la musica più quanto costa fare finta
di essere una star? “
Ai concerti è statisticamente provato che non ci va più la gente di prima tranne a quelli organizzati dalle multinazionali che fanno cornetti o dai gestori dei telefonini.
Abbiamo perso la memoria storica?
Forse una delle poche virtù e uno dei pochi vantaggi di essere comunisti era quello di avere una presunzione intellettuale che spingeva tutti a ricercare di più nelle forme d’arte; da quando tutti quasi si vergognano di essere comunisti, e si sono fatti chiamare prima democratici di sinistra e ora solo democratici, forse fra qualche anno solo “ demo “ , forse quelle stesse persone non ritengono più che l’arte vada più ricercata, coltivata, e alimentata.Sta già arrivando quel giorno che sembrava già non molto lontano, in cui la musica stava per divenire così breve e veloce, che non c’era più tempo di mettere su di un piatto un vinile, forse anche sfogliare l’interno di un CD, ascoltare tutte le tracce di un lavoro discografico.
Si è passati ad ascoltare il proprio artista preferito come suoneria del cellulare. Chi guarda al futuro con curiosità trova tutto questa evoluzione, naturale ed interessante, e magari tutto ciò che sto scrivendo un luogo comune tipo:
non ci sono più le mezze stagioni o/e la frutta non ha più il sapore di quella di una volta, ma intanto,
ma intanto l’acqua della fontana ormai nessuno la beve più!
Sindicazione